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Portici di Carta – Torino 2017

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Portici di Carta – Torino 2017

Anche se un pochino in ritardo, ecco un piccolo resoconto su una manifestazione culturale che vanta un percorso espositivo di ben 2500 metri, svoltasi tra sabato 7 e domenica 8 Ottobre: Portici di Carta.
Arrivata alla sua XI edizione, da Via Roma fino a Porta Nuova, snodandosi lungo Via Nizza e Via Sacchi, Portici di Carta porta nelle strade di Torino centinaia, migliaia di libri disposti su lunghi banchi. Non c’è bisogno di biglietto, non si devono fare file all’ingresso: ognuno è libero di passeggiare, guardare, sfogliare.
I portici di Torino si riempiono di persone, esplodono di cultura e sogni, tra la musica d’un sassofono e le percussioni di artisti di strada.
Mi sono immersa in questa fiumana durante la giornata di sabato, godendo del bellissimo cielo azzurro e di un clima mite. Ho seguito tutto il tragitto, percorrendolo all’andata e al ritorno, tra persone che aumentavano sempre di più.
Portici di Carta, però, non è solo esposizione da parte di librerie e case editrici, divise in percorsi tematici, ma si arricchisce di eventi, conferenze e incontri. Può capitare di vedere un autore che parla del proprio libro, seduto a uno dei banchi, oppure un illustratore che disegna copie del suo ultimo lavoro.
Molto interessanti sono state anche le ‘passeggiate’: piccoli tour a piedi dei luoghi della città che più hanno ispirato scrittori italiani e stranieri, o che hanno fatto la storia dell’editoria torinese.
E non è mancato lo spazio dedicato ai bambini, e la possibilità di spendere il bonus cultura presso gli stand. Senza contare anche i buoni libro messi a disposizione dalla Regione Piemonte per gli studenti delle superiori.
Dalla IV edizione in poi, Portici di Carta ha deciso di dedicare, ogni anno, la propria manifestazione a un autore scomparso. Questa è stata la volta di Paolo Villaggio, e della sua bibliografia fantozziana.

 

Per me, Portici di Carta è una buona occasione per trovare (o scoprire) qualche bel titolo, anche se la prossima volta mi piacerebbe vivere la manifestazione non solo come acquirente. E purtroppo ho scoperto troppo tardi che si poteva donare un libro acquistato in fiera alle biblioteche, altrimenti avrei di sicuro contribuito. Purtroppo quando vedo libri si spegne tutto il resto. XD
Ad ogni modo, io e il Martire (aka il Marito) ci siamo limitati a passeggiare per i portici alla ricerca di occasioni interessanti.
Da questo punto di vista, il Martire si è un pochino risentito, perché come materiale informatico o comunque dedicato al complesso mondo di internet c’era poco, e nulla era in sconto.
Io, che sono meno selettiva (XD), ho camminato sorridente e felice con i miei sacchetti. Felice soprattutto per le occasioni che sono riuscita a trovare, con la speranza che si rivelino titoli interessanti.
Mi rendo comunque conto del disappunto del Martire perché, da acquirente che gira in una fiera, l’idea è quella di trovare prodotti in sconto. Fintanto che siamo rimasti in zona Via Nizza e Via Sacchi, le offerte sono state all’ordine del banco: libri a un (1!) euro, due euro, tre libri = cinque euro, sconti fino al 50%.
Insomma, la cuccagna.
Andando verso Via Roma, però, la musica è cambiata e trovare degli sconti, anche piccini, s’è rivelato se non impossibile, quantomeno difficile. Alcuni libri, purtroppo, li ho dovuti lasciare dove li ho visti, anche se avrei tanto voluto portarli via con me, dare loro una casa calda in cui sarebbero stati ricoperti d’affetto. Come una bellissima edizione delle fiabe dei Fratelli Grimm della Taschen, ad esempio. Con la rilegatura rigida, in tessuto, e le illustrazioni… aaaah. *lacrima che se ne va*
Ma trenta euro ti fanno fare un attimo un passo indietro e dire ‘ci penso’; spezzare la magia che senti tra le dita e la carta.
Trovare un libro illustrato in sconto era come chiedere la luna in pacchetto regalo.
I librai, comunque, si sono sempre dimostrati gentili alle richieste di informazioni, anche se poi non avrebbero portato all’acquisto. E di questi tempi, soprattutto sapendo che loro stanno lì dalle 10 alle 24, è tantissimo. Soprattutto quando poi ti capita di assistere a scene brutte in cui ti rendi conto che se fossi stato nei panni del librario, tutto questo ‘aplomb’ non l’avresti avuto nemmeno per mezzo secondo.
Considerando, quindi, che io avrei calciorotato i soggetti incivili per molto meno, un applauso va ai poverini dall’altra parte del banco che mentre noi gioiamo, scherziamo, tocchiamo, spostiamo e rompiamo, lavorano e non calciorotano nessuno (anche chi se lo meriterebbe!).

 

Come spesa, posso essere fiera di me stessa perché so di essere stata brava: cinque volumi, di cui quattro pagati un euro ciascuno e il quinto a metà prezzo. Cosa volere più di così?
A casa con me sono tornati:

  • una edizione piccina picciò de “Il Principe Felice” di Oscar Wilde, che comprende anche altri racconti e graziose illustrazioni a inchiostro.
  • “Sotto la neve” di Antje Rávic Strubel
  • “Favole” di Ivan Andreevič Krylov
  • “Il figlio del Drago” di Laurent Marechaux
  • Una guida sulle navi più famose della storia (navi da guerra, mercantili e da crociera) della DeA (edizione piuttosto vecchia, con almeno un decennio sulla copertina, ma mi è sembrata interessante, e comunque l’ho pagata la metà. Basta a consolarmi).

 

In generale, penso che Portici di Carta sia una bella manifestazione, messa in pratica nella maniera più intelligente possibile: quella cioè di avvicinare tutta la gente ai libri, saltando il passaggio obbligato per le biglietterie che è tipico delle fiere al chiuso. Qui ognuno è libero anche solo di passeggiare, e respirare un po’ del buon odore della carta. Magari non si comprerà nulla, magari si troverà l’offerta perfetta. Magari quel giorno non si aveva il bisogno di tornare a casa con un nuovo libro… oppure sì?
Magari si aspettava proprio una simile occasione per conoscere un po’ meglio le strade della propria città, o la sua storia editoriale.
C’è sempre da imparare, e Portici di Carta offre una buona occasione per farlo.

 

Melanto

Geologo non praticante, sta cercando di capire cosa fare da grande. Ha troppi interessi, troppi hobby e manco un soldo. Per Mattoni Gialli è quella che scrive e che si diverte a uccidere personaggi. With love <3

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