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Vieni a giocare con noi

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Vieni a giocare con noi

Vieni a giocare con noi

Con “Vieni a giocare con noi” inauguriamo la sezione dei racconti di paura! Brrr 😀

Il racconto che state per leggere è stato pubblicato nella raccolta 365 racconti horror per un anno, edizioni Delos Book (2011).

Prendetevela con Melanto per queste brevi perle di terrore, ché Tamina non ci voleva nemmeno venire a giocare con loro! 

 

Hallie spalanca gli occhi e guarda i gatti dello scacciaspiriti disegnare ombre sul muro.

Le è parso d’averli sentiti vibrare, ma la finestra è chiusa e, nel silenzio della stanza, l’unico rumore è quello del suo piccolo cuore che batte veloce. Intimorita, serra le palpebre.

 

Tin tin.

 

Hallie spalanca gli occhi e guarda i gatti sempre immoti ma stavolta è sicura: qualcosa ha suonato.

In punta di piedi scende dal letto, la mano stretta a quella pelosa d’un pupazzo. Pochi passi e il suo visino tondo fa capolino oltre la soglia. Nel buio della casa, un molle bagliore scivola dalla stanza di Eve. Hallie soffoca una risatina monella: la mamma si arrabbierà di sicuro se dovesse trovarle ancora sveglie, ma il brivido della disubbidienza le pizzica la schiena e colora le guance.

 

Tin tin.

 

La luce respira nel corridoio. Appare, scompare.

 

Tin tin.

 

Hallie la segue come un topolino.

 

Tin tin.

 

La porta è aperta a metà. Hallie s’affaccia con aria furbetta, ma gli occhi si fanno tondi come bottoni nello scoprire strane creature agitarsi sul letto. Hanno orbite lunghe di gnomi, denti marci di orchi, capelli crespi di streghe. Mani ormai rosse frugano nella testa aperta e nel corpo sventrato di Eve, tra cervello e sangue, organi e budella. Cercano, afferrano, strappano, mangiano. E ridono. Un tinnire stridente che le scortica i timpani.

 

Tin tin.

 

Hallie guarda lo scacciaspiriti della sorella e lo trova vuoto. Le piccole fatine ne hanno abbandonato i fili e ora sono prese dal loro nuovo gioco. Al posto delle belle ali di vetro, si diramano scheletri di rami rinsecchiti, pulsanti d’un alone vermiglio.

Una fata s’accorge di lei e mostra le zanne in un sorriso deforme. Sibila qualcosa, le altre teste si girano.

Hallie trema.

Basta un balzo e la creatura è giù dal letto; avanza, le tende una mano lurida, l’assaggia con gli occhi, apre piano le fauci.

Dietro Hallie, un rauco miagolio gratta il muro.

 

Tin tin.

 

«Vieni, Hallie, vieni a giocare con noi.»

 

Mattoni Gialli
Mattoni Gialli

Il blog di due sorelle, una scrive, l'altra disegna. Entrambe amano i libri e un morbido cane giallo :)

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