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Il 29 Febbraio

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Il 29 Febbraio

Ci siamo lasciati con Gennaio che affondava i suoi buoni propositi nella calza della Befana (probabilmente adesso avrà già comprato la prima colomba pasquale!) e siamo alla storia di Febbraio! Nel cuore dell’inverno, il grigiore regna sovrano, ma il dott. Enrico Febbraio sa bene la differenza che passa tra essere e apparire e chissà che un giorno questa maschera non cada per fare posto a un caleidoscopico carnevale 😉

 

L’avventura del mese:
Enrico Febbraio.

Psicologo.

 

 

Il 29 Febbraio

 

«Giallo, che diamine. Almeno una nota di colore in tutta quella sobrietà la vuoi mettere? Perché devi essere sempre così serio?»

«Il paziente delle undici è xantofobico, ricordi?»

«No, quello è scemofobico. Ma come si fa ad aver paura di un colore, in nome del cielo?! Quindi non mangerà mai patatine in vita sua? E se la donna della sua vita dovesse essere bionda che farebbe? Si caverebbe gli occhi? La gente ha problemi!»

«Lo so, per questo ci sono quelli come me.»

«Quelli come te sono i peggiori, vecchio mio.»

«Comunque non penso sia proprio un male essere ‘scemofobico’, nel mondo di oggi.»

«Pure in quello di ieri, se vogliamo essere precisi. E comunque: se il giallo non va bene, almeno metti qualcosa per ravvivare il tuo stile! Vai in giro come se ti fossero morti il gatto, il topo e l’elefante tutti insieme.»

«Mi sarebbe piaciuto avere un elefante.»

«Peccato che tua madre non ti facesse tenere neppure un criceto.»

«Soffriva di ansia cronica, lo sai.»

«Smetti di stare sempre a giustificare le paturnie altrui.»

«Deformazione professionale, Edù.»

«Sì, che ha finito per influenzare anche te. Guardati un po’, non hai un minimo di stile!»

«Dovrei lavorarci, è vero.»

 

Il 29 Febbraio

 

«Certo che dovresti, ma è per questo che ci sono quelli come me.»

«Se lasciassi fare a te, sarei radiato dall’albo e perderei tutti i miei pazienti.»

«O ne guadagneresti di altri. Diversificare, mio caro. Diversificare! Per esempio, fossi in te metterei un bel tacco dieci rosso fiammante: spezzerebbe il rigore di quel gilet di tweed

«Non sarebbe molto etico.»

«L’etica è un concetto superato. Il bene e il male sono soggettivi.»

«Ma la volontà soggettiva si è ormai allineata a quella collettiva.»

«Il pensiero unico è rassicurante, non è vero? Non devi scegliere, devi seguire. È più facile. Ma è così piatto e fa nascere cromofobici che non sanno che fare di fronte a un colore più brillante o più netto del grigiore comune. Tu non dovresti aiutarli ad allinearsi, a vestirsi di grigio; dovresti educarli al colore, Enrico.»

«Non tutti sono pronti per il colore, e spesso devono trovarlo da soli.»

«Vuoi sempre avere l’ultima parola. Sta bene, allora. Te la concedo, ma solo perché sei in ritardo. Buona giornata tra la tua gente strana, Dottor Febbraio.»

 

 

Il 29 Febbraio

 

 

Enrico Febbraio sorrise. Diede un’ultima lisciata al gilet e afferrò il cappotto dall’attaccapanni. Gli cadeva dalle spalle come la pioggia. Sulla testa calcò l’immancabile borsalino, per proteggersi dal freddo. Un’occhiata allo specchio e un sorriso da sotto i baffi, mentre richiudeva la porta.

«Buona e stravagante giornata a te, Mister Bisesto.»

 

 

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Mattoni Gialli
Mattoni Gialli

Il blog di due sorelle, una scrive, l'altra disegna. Entrambe amano i libri e un morbido cane giallo :)

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