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Le (insta)storie di Agosto

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Le (insta)storie di Agosto

Le (insta)storie di Agosto

A che serve surfare l’onda più alta, ammirare il tramonto più rosso, bere il mojito nel locale più cool se non puoi vantartene col mondo intero? Johnny la risposta a questa domanda ce l’ha ben chiara: “a nulla!”

Eccolo quindi alle prese con le sue strampalate vacanze e con la “dura” vita da influencer!

 

L’avventura del mese:
Johnny Agosto.

Influencer.

 

Le (insta)storie di Agosto

 

Tre ‘like’ in più, solo tre.

Era una guerra senza esclusione di click, quella, e Johnny le stava provando tutte. 

Avrebbe dovuto essere la sua estate memorabile, se l’era studiata alla perfezione, aveva fatto le anteprime per i suoi follower, aveva lasciato gli indizi per dove sarebbe andato e cosa avrebbe fatto – party, surf, mojito, selfie, bella gente e tormentoni. Questi ultimi erano iniziati a uscire presto e avevano giocato a suo favore per creare l’atmosfera giusta, far salire l’hype. Tour della Spagna nei posti migliori: Ibiza, Formentera e Fuerteventura. Poi sarebbe volato in Grecia: Rodi e Mykonos. A marzo qualche lampada per non apparire troppo pallido una volta in spiaggia; anche il guardaroba era pronto. Di certo a NikoSurfBoy95 avrebbe strappato più di un centinaio di like per ogni scatto che avrebbe messo su, per ogni story che avrebbe condiviso. Quei tre che adesso li dividevano sarebbero stati un ricordo divertente, da guardare con indulgenza, mentre gli diceva ‘sayonara, bro’.

Peccato che all’ultimo momento fosse saltato quel lavoro che gli avrebbe permesso di pagarsi la vacanza e fosse stato costretto a rimanere a casa. Anateeema. Disaaagio. Sfiiiga.

Johnny si era visto sfumare mesi e mesi di preparazione minuziosa.

«Così la prossima volta impari a sperperare sempre tutto e non metterti mai nulla da parte», aveva borbottato suo padre quando lui era andato a chiedergli un aiutino piccino picciò. «È il momento di crescere un po’, invece di stare dietro a tutti quegli aggeggi e la caciara che fai e le foto con quelle signorine poco vestite! Che ti sia di lezione, non ti do un centesimo!»

Ah, ma lui mica si era arreso.

Giammai!

 

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E darla vinta a NikoSurfBoy95 con il suo fisico da fighetto e le fossette da belloccio? – sarebbe pure andato a Los Angeles, quello lì! Non poteva farsi lasciare indietro!

Allora, guerra.

I faretti direzionali colorati? Li aveva.

Gli sfondi con immagini stampate da internet che si era fatto ingrandire? Arrivate giusto ieri!

I filtri per rendere il lungo fiume da tre dita d’acqua come la spiaggia dorata di Kalafatis? Anche. Aveva scattato almeno un centinaio di foto dalle angolazioni migliori, una avrebbe finito con l’azzeccarla. 

I cocktail li sapeva fare, i bicchieri li aveva e lo scorcio dalla finestra del bagno offriva un tramonto pulito dai palazzi. 

Le prime foto che aveva messo avevano subito acchiappato i suoi follower abituali, ma doveva cercare di spingere, se voleva fare il botto. Con NikoSurfBoy erano sempre a un tiro di schioppo.

Ma stavolta avrebbe svoltato, si era preparato alla grande. 

Il surf era montato sul supporto e il ventilatore professionale offriva un movimento dell’aria simile a quello sulla spiaggia. Alle spalle lo sfondo di un bel cielo limpido e poi il rumore del mare e delle onde fatto partire dal computer, mentre i faretti ricreavano la luce accecante di un pieno sole. Aveva pure la macchina che simulava gli spruzzi!

Avrebbe fatto una diretta memorabile!

Johnny fece partire tutto, balzò sulla tavola – era appena uscito dalla doccia, bagnato dalla testa ai piedi, per fingere meglio – e si prese qualche secondo per entrare in confidenza con sé stesso. Infine, col cellulare, fece partire la live.

«Eeehi, gente bella! Uh! Che surfata, raga! Ho appena cavalcato un’onda da sballo! Saluti da Mykonos, guyz!»

Ed ecco che arrivavano i primi follower. Dieci, trenta, ottanta. 

Bella la vita, bro!

Facci sognare!

Che invidia!

Vorrei anche io essere a Mykonooos :’(

Salutami la mia Grecia!

Stasera pita gyros!!!

 

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«Eccerto, raga!» esclamò, rispondendo all’ultimo commento ricevuto. «Stasera, ospite da Alypios! Dopo tutto questo surf: pita e mojito non me li leva nessuno! Yoooh!»

E mentre salutava, agitando mignolo e pollice della mano destra, una voce tuonò da fuori alla porta – quella che aveva coperto con il fondale del cielo.

«Ma che è tutta quest’acqua a terra?! Giannetto, ammamma, c’è una scia che arriva fino in camera tua! Adesso chiamo subito l’idraulico e lo faccio venire di corsa! Ah, se non ci pensassi io. E tu che neppure volevi che venissi a trovarti!» 

Johnny sentì il gelo arrivargli fino ai piedi e non solo perché era tutto bagnato.

‘Giannetto’?! Commentò qualcuno.

‘Ammamma!’ Ahahahaha!

Ma sei a ‘Mykonos’ o a ‘Mi casa’?! XD

Preso dal panico, Johnny non riuscì neppure a interrompere la diretta. Alle sue spalle la porta venne aperta con difficoltà. Lo sfondo traballò tutto, prima di staccarsi e planare da un lato. Lui perse l’equilibrio per girarsi e tentare di salvare il salvabile, scivolò dalla tavola bagnata e ricadde sul letto, ma nel cadere si tirò dietro anche un faretto, mentre il ventilatore gli spettinava tutti i capelli in faccia.

«Giannetto, ma che ha la porta? E cos’è sto rumore? Signore mio! Guarda che disastro!» 

La signora Agosto aveva le mani alle guance e la bocca spalancata.

Johnny sospirò buttando fuori la frustrazione e i sogni di gloria che se ne andavano in fretta proprio come l’estate, perché anche se era riuscito a chiudere la diretta ormai il danno era stato fatto: l’avevano visto tutti. Quando alzò di nuovo lo sguardo, poi, quello ingrugnito di sua madre non gli fu di alcuno aiuto.

«E ora credi che te lo sistemerò io tutto questo casotto?! Ma nemmeno per sogno! Sei grande abbastanza per passare la ramazza!»

Senza neppure dargli modo di replicare se ne andò gridandogli che gliel’avrebbe portata in un attimo, perché per pranzo doveva essere tutto sparito. 

E intanto Johnny pensava agli sfottò, ai messaggi derisori che gli sarebbero arrivati, al crollo dei suoi follower. NikoSurfBoy95 gli avrebbe mandato i saluti da Los Angeles. Saluti veri.

Affranto guardò il telefono, accese il display e vide che il contatore dei like era schizzato alle stelle.

Ahahaha! Che forza!

Oddio, sto morendo dalle risate!

Ti prego! XD Mille live così!!!

Mi hai risollevato la giornata! 

Erano alcuni dei commenti che fissava stralunato e senza capire. Nuovi follower fioccarono in pochissimi minuti e tutto ciò che riuscì a fare fu di aprire un larghissimo sorriso.

Seduto sul letto, dalle lenzuola zuppe, con addosso la tuta da surf e tutto il resto ribaltato, alzò un pugno al cielo. Altro che tre like in più, quelli erano almeno trecento.

«Alla faccia tua, Niko!»

 

 

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    Mattoni Gialli

    Il blog di due sorelle, una scrive, l'altra disegna. Entrambe amano i libri e un morbido cane giallo :)

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